Udito e famiglia: come aiutare chi sente meno senza creare distanza
Quando una persona inizia ad avere problemi di udito e sentire meno, le conseguenze non riguardano soltanto lei. L’ipoacusia può cambiare il modo di comunicare, creare incomprensioni e rendere più faticose anche le situazioni familiari più semplici.
Spesso, inoltre, chi ha una riduzione dell’udito non è il primo a rendersi conto del problema. Sono il partner, i figli, i fratelli o gli amici ad accorgersi che qualcosa è cambiato: il televisore viene
ascoltato a volume sempre più alto, alcune domande vengono ripetute, le conversazioni a tavola diventano difficili oppure la persona tende a evitare situazioni rumorose.
Affrontare l’argomento nel modo giusto è importante. L’obiettivo non dovrebbe essere “convincere” qualcuno che non sente bene, ma aiutarlo a comprendere ciò che sta vivendo e accompagnarlo, con rispetto, verso un controllo dell’udito e un eventuale percorso di valutazione.
Come parlare con un genitore che non vuole ammettere di sentirci poco
Parlare di una possibile difficoltà uditiva con un genitore può essere delicato. Per molte persone, infatti, ammettere di sentire meno può essere vissuto come un segnale dell’età che avanza o della perdita di autonomia.
Frasi come “Non ci senti più!” oppure “Devi fare qualcosa per il tuo udito” rischiano di mettere l’altra persona sulla difensiva.
- È generalmente più utile parlare di situazioni concrete, senza accusare. Per esempio:
- “Ho notato che ultimamente facciamo più fatica a parlare quando siamo tutti insieme.”
- “Ti va se facciamo un controllo dell’udito, così capiamo se c’è qualcosa che rende più difficili le conversazioni?”
- “Se vuoi, posso venire con te.”
In questo modo l’attenzione non viene posta sul presunto “problema” della persona, ma sulla difficoltà concreta che state vivendo insieme.
È importante anche lasciare spazio alle sue paure e alle sue obiezioni. Potrebbe temere di dover indossare un apparecchio acustico, di essere giudicato dagli altri o semplicemente di scoprire qualcosa che preferirebbe non affrontare.
Ascoltare queste preoccupazioni è già una forma di aiuto.
Mio marito o mia moglie non sente bene: come posso aiutarlo?
Quando la difficoltà uditiva riguarda il partner, la comunicazione quotidiana può diventare progressivamente più faticosa.
Può capitare di dover ripetere spesso le stesse frasi, alzare la voce o interrompere una conversazione perché l’altra persona non ha capito. Con il tempo, entrambi possono sentirsi frustrati.
Il rischio è che la difficoltà di comunicazione venga interpretata come disattenzione, mancanza di interesse o addirittura come volontà di non ascoltare.
In realtà, una persona con ipoacusia può semplicemente non aver compreso ciò che è stato detto.
Per aiutare il partner, alcune semplici strategie possono fare la differenza:
- attirare la sua attenzione prima di iniziare a parlare;
- guardarlo in viso mentre si parla;
- ridurre, quando possibile, i rumori di fondo;
- parlare con un ritmo naturale e con una buona articolazione;
- evitare di parlare da un’altra stanza;
- riformulare una frase invece di ripeterla sempre nello stesso modo;
- verificare che il messaggio sia stato compreso, soprattutto quando si tratta di informazioni importanti.
L’obiettivo non è parlare continuamente più forte, ma rendere la comunicazione più facile.
Prendersi cura dell’udito significa anche prendersi cura delle relazioni.
Perché sentire meglio non riguarda soltanto ciò che arriva alle nostre orecchie: significa anche poter partecipare, comunicare, condividere e rimanere vicini alle persone che amiamo.
